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Molti appassionati di vino si chiedono: quando un vino è maturo? Aperto troppo presto, può risultare chiuso o duro. Aperto troppo tardi, perde freschezza ed equilibrio. La maturità è un aspetto fondamentale, ma spesso frainteso.
In questo articolo scoprirai come riconoscere la maturità, il ruolo del vitigno, dell’affinamento e dell’annata, e perché non tutti i vini beneficiano della conservazione.
La maturità indica il periodo in cui il vino raggiunge il suo equilibrio ottimale:
Da non confondere con la capacità di invecchiamento: un vino può essere conservabile ma non ancora pronto da bere, e viceversa.
Il vitigno è determinante per la maturità:
Esempi concreti:
Vini ungheresi:
Vini con acidità, tannini pronunciati e frutto concentrato hanno generalmente maggiore potenziale di invecchiamento, ma richiedono tempo.
L’affinamento influenza la maturità:
L’annata è determinante:
La maggior parte dei bianchi italiani è da bere giovane: Pinot Grigio, Vermentino, Soave.
Durata tipica: 1–3 anni.
Eccezioni: Fiano di Avellino, Verdicchio, Chardonnay affinato in legno.
Vini ungheresi: Furmint, Hárslevelű – lunghissima conservazione possibile.
Esempi italiani:
Esempi ungheresi: Kadarka, Egri Bikavér, Villányi Franc.
Vini dolci molto longevi:
È una finestra, non una data precisa. Alcuni vini italiani rimangono eccellenti per anni, altri raggiungono rapidamente il loro apice.
Capire la maturità permette di godere appieno dei vini italiani e ungheresi. Da Le Bouchon Vinothek, descrizioni chiare aiutano a scegliere se gustare il vino subito o dopo invecchiamento – consegna in Svizzera e Liechtenstein.