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Quando l’inverno avanza e le temperature scendono, la fonduta di formaggio diventa sinonimo di convivialità. In Svizzera viene tradizionalmente accompagnata da Chasselas o Fendant, un abbinamento classico e ben noto. Ma la fonduta offre anche l’occasione ideale per esplorare abbinamenti più ampi, in particolare con grandi vini italiani e, a seconda dello stile, con vini ungheresi di fama internazionale.
Una fonduta classica nasce da Gruyère, Vacherin o Emmentaler: cremosa, leggermente sapida e con una buona acidità. Versioni più intense, con formaggi d’alpeggio o Appenzeller, richiedono vini capaci di bilanciare struttura e grassezza.
I vini bianchi sono l’abbinamento più equilibrato grazie alla loro freschezza e acidità.
Consigli dall’Italia:
Il Furmint secco di Tokaj è un vino bianco di grande reputazione internazionale. La sua acidità vibrante, la spiccata mineralità e la struttura lo rendono un abbinamento eccellente con la fonduta di formaggio.
Se si sceglie un rosso, deve essere delicato e povero di tannini.
Da considerare:
Le bollicine puliscono il palato e alleggeriscono la cremosità del piatto.
Ottime scelte:
La fonduta di formaggio offre molte più possibilità di quanto si pensi. I vini italiani garantiscono versatilità e carattere, mentre il Furmint ungherese conferma il suo ruolo di grande vino da tavola. L’equilibrio tra acidità, struttura e freschezza è la chiave del successo.
Consiglio: servire i vini leggermente freschi, anche i rossi.